31 ottobre 2006
Ieri è stata la mia prima volta con un osteopata.
Ho provato fisiatri, massaggiatori, fisioterapisti. Ma un osteopata mi mancava.
Ieri ho colmato la lacuna.
Ho deciso, come ultima spiaggia, di provare questo osteopata di cui tutti mi dicono meraviglie.
Sono entrata in quest’ambiente così soft, tutto colori tenui e poltroncine di midollino.
Gli ho fatto un quadro (agghiacciante) della mia situazione fisica.
Siamo andati in un’altra stanza, tutta blu: pareti, tende, accessori.
Mi ha fatta sdraiare e iniziato la terapia che dovrebbe portare ad un miglioramento di schiena, spalla e collo.
Il trattamento è diverso da quello adottato dagli altri terapisti fin qui provati.
Non so se porta a risultati reali e comprovati.
Non so se è l’effetto placebo.
Non so.
So solo che oggi mi sento meglio è le spalle sono meno curve.
Tra qualche settimana investirò altri 60 Euri in una nuova seduta. Chissà!
27 ottobre 2006
6 anni fa, tornando a casa dal lavoro, mi fermai davanti alle striscie pedonali per far pasare un pedone in attesa. Uno strordito, in auto dietro di me, pensò bene di distrarsi in quel momento e quindi tamponarmi. Risultato: ernia cervicale.
A quel punto della mia vita presi una grande decisione: a meno di rischio reale, i pedoni non avrebbero mai più avuto la precedenza su di me.
Ieri sera, allo stremo delle mie forze e capacità, sono uscita una decina di minuti prima del termine dell’orario regolare.
Arrivo a casa e ci trovo la mia padrona di casa con la nipote e i due piccoli bimbi di tre anni uno e 9 mesi l’altra.
Il maschietto, sotto la supervisione della zia, stava maneggiando il tosaerba elettrico.
Il praticello da tagliare è una striscia di terreno lunga e stretta. Il bimbo arrivava fino in fondo, la zia girava il tosaerba e lui felice ripartiva.
Ad un certo punto, quando stava per ripartire, mi abbasso per spostare il filo della corrente che intralciava il passaggio del tosaerba e rischiava di essere tosato anch’esso, con gravi ripercussioni per la salute del bimbetto.
Mi abbasso, raccolgo il filo, lo sposto e torno indietro di un passo, dimenticando che tra il prato e il sentierino c’è un dislivello di 7-8 cm.
Quindi inciampo e cado a terra, picchiando “sonoramente” il gluteo sinistro sul bel cotto rossiccio.
Mentre cado:
1) realizzo “… azz… sono un sacco di anni che non cado”
2) constato “… azz… che male il contraccolpo alla spalla”
3) noto “… azz… meno male che il gluteo non è secco e cado sul morbido”.
Tutto questo nello spazio di in un secondo, un secondo e mezzo.
Devastata saluto la compagnia (tranne il bimbo) e vado a rifugiarmi a casa mia per assorbire il dolore, addormentandomi all’istante e per ben 2 ore. Al risveglio, tutto questo sonno improvviso mi ha fatto temere anche una commozione cerebrale da contraccolpo…
Stamani, tutt’un dolore mi pervade. Nessun muscolo del corpo ne è rimasto indenne: gluteo, spalla, braccio, collo e quindi testa. Meno male che già da tempo ho prenotato, per lunedì mattina, una visita con l’osteopata. Spero che mi risistemi il corpo e anche l’animo ferito.
La sofferenza fisica mi ha fatto giungere ad un’altra drastica decisione: d’ora in poi, tranne che per i familiari e parenti stretti, MAI PIU’ BUONE AZIONI!!!
27 luglio 2006
Ho un mal di testa colossale. Mi sembra di avere una morsa che stringe sulla fronte: LA CERVICALE BSTRD. Per il gran caldo mi sveglio regolarmente ogni mattina con collo e capelli bagnati fradici: alle mie vertebre non credo faccia molto bene.
Qui, in ufficio, non va certo meglio. A fronte di + 35° C all’esterno, qui dentro stiamo con 24° C fissi. Ben 11° C di differenza. Non è salutare. Il delta tra l’esterno è l’interno, dicono, non dovrebbe essere di più di 5-6 gradi. Non dico che il condizionatore debba essere tarato a 30° C, ma neanche a 24. Per evitare lo choc termico ho preferito non andare in mensa: mi faccio, perciò, portare qualcosa da una collega.
Ma come noto, questo è un argomento che qui dentro non si può toccare. Del resto quando ci sono colleghi che preferiscono tacere e passare la giornata a starnutire, tossire e restare senza voce… che cosa si può fare.
29 giugno 2006
Come dichiarato nel post iniziale di questo blog, questo vuole essere anche un diario sull’andamento degli acciacchi che spesso colpiscono questo “esile” corpicino.
Oggi pomeriggio ho mal di collo (a tratti anche mal di testa). Il mal di collo è diverso dal solito (come sempre): è rigidissimo. Il mal di testa è strano (ma và): sembra di avere una pressa che a tratti mi preme sulla fronte.
Inoltre, mentre all’esterno, in quest’amena località della riviera ligure, ci sono più di 30 gradi all’ombra io, in quest’ufficio, stò con un golf di cotone a maniche lunghe per cercare di ripararmi dal condizionamento che arriva sulla schiena. Il fastidio sul dorso potrebbe essere l’inizio di una polmonite o pleurite, a scelta. Ho deciso che utilizzerò ciò che resta del pomeriggio per spostare il computer 1 metro più in là. Chissà se sentirò un po’ meno il freddo.