Urlocontro’s Weblog

Just another WordPress.com weblog

30 ottobre 2006

Quello che segue è quello ti capita quando il tuo Fidanzato è un genio.

Ieri sera sono tornata in quest’ameno capoluogo di provincia ligure dopo un fine settimana trascorso nel capoluogo lombardo, a casa.
Il fido Fidanzato aspettava in stazione che il treno (in ritardo) gli restituisse l’Amato bene (io)…
Vista l’ora, si è deciso di cenare fuori. Io non avevo una gran fame e di sicuro non avevo voglia di pizza.
Lui voleva andare in una pizzeria che “però l’ultima volta la pizza non era un granché”…
Ho proposto il ristorante cinese. Mi ci ha portata e ha brontolato tutto il tempo. Il che è strano perché a lui il cibo cinese piace. Ma ieri sera, chissà perché, non lo ispirava a sufficienza.
Gli antipasti e primo che ordiniamo solitamente ci piacciono un sacco e non li cambiamo mai.
Per i secondi, ogni volta proviamo qualcosa. Io ho preso il maiale in agrodolce che non era da un 5 meno-meno.
Lui ha preso un manzo a non so che cosa (forse il “Manzo all’Hong Kong”???).
Entrambi i piatti erano fritti e untissimi. Talmente unti che persin la pelle del viso ci sembrava improvvisamente diventata unta…
Paghiamo. Il cinese alla cassa (tra l’altro è anche carino) si scorda sempre la fattura che io prontamente gli ricordo. Ci siamo già imbattuti, lì fuori, in un finanziere che controllava gli scontrini.
Usciamo. La macchina era parcheggiata davanti all’ingresso.
Fidanzato va ad aprire e non apre. Mi guarda e mi dice “il telecomando non telecomanda. Le portiere non si aprono”.
Lo guardo perplessa e sento che stà per deflagrare la tragedia. Ci prova nuovamente. E poi ancora.
Al che io (che sono quella Stupida della coppia, secondo lui) gli dico: “Apri con le chiavi”.
Fidanzato (il Genio) mi guarda e dice: “Le chiavi sono dentro la macchina”.
Lo guardo e non capisco.
Ribadisce il concetto. E mi spiega che la chiave che apre le portiere è rotta e non si può infilare nell’anello che tiene chiave d’accensione e antifurto insieme e che quindi lui (il Genio) ha scelto di tenerla all’interno dell’abitacolo.
Prova ad aprire il bagagliaio che, stranamente, è chiusissimo e non si apre. Prova in tutti i modi ma l’auto si è sigillata e non si apre.
Al telefono cerca il fratello che è altrove e non ci può raggiungere.
La Stupida (sempre io) suggerisco di andare a casa mia (20-30 minuti a piedi), prendere la mia auto, andare a casa sua a prendere il doppione delle chiavi e tornare a prendere la sua auto.
Non faccio in tempo a terminare la proposta che mi investe come se gli avessi insultato tutti i componenti della famiglia passati, presenti e futuri.
Decido di stare zitta e godermi lo spettacolo.
Simula un finto nervosismo ma che in realtà è incazzatura vera e propria. Solo che, davanti a me, non si può dire da solo che ha fatto una stronzata e quindi finge uno stato d’animo che non ha.
Dopo una decina di minuti decide di prendere in considerazione il mio suggerimento e si avvia.
Questa la scena:
Lui davanti.
Io dietro.
Lui che brontola con me perché “in 20 minuti non si arriva a casa tua. Ci vorrà di più. Potevamo prendere un taxi”.
Per chi non è mai stato a Savona bisogna chiarire che qui non è New York che ovunque ti giri trovi decine di taxi pronti a caricarti e a portarti dove vuoi. Qui, il taxi, te lo devi andare a cercare. E il tempo che ci metti a) per trovare il parcheggio autorizzato; b) per trovare un taxi libero, sei già arrivato a destinazione.
Serata calda, passo svelto, fritto unto nello stomaco… in 28 minuti siamo arrivati a destinazione.
Abbiamo preso la mia auto, le sue chiavi e anche la sua auto.
Poco distante da lì ha provato il telecomando e funzionava perfettamente. Davanti al cinese, forse, qualche interferenza ne impediva il funzionamento. Chissà se Fidanzato ha imparato la lezione e da oggi terrà le chiavi all’esterno dell’auto. Sarebbe utile.

Ottobre 30, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | , | Ancora nessun commento.

19 ottobre 2006

Come preannunciato la scorsa settimana, ieri sera sono riuscita nell’impresa di portare Fidanzato al cinema per la seconda volta in una settimana. Mi sento praticamente realizzata.
Ieri sera abbiamo visto “
Scoop” di e con Woody Allen, Scarlett Johansson e Hugh Jackman.
Film carinissimo, divertente, bella ambientazione, bella fotografia. Bello.
Ci è piaciuto moltissimo. Devo essere sincera. Mi è piaciuto molto di più del “
Pirata dei caraibi“… nonostante Johnny Depp.
Qui sotto alcune delle “battute” più divertenti del film…

Memorable Quotes from SCOOP

Sondra Pransky: [to Sidney] If you put our heads together, you’ll hear a hollow noise.

Sid Waterman: I love you, really. With all due respect, you’re a beautiful person. You’re a credit to your race.

Sid Waterman: I was born of the Hebrew persuasion, but I converted to narcissism.

Sid Waterman: I don’t need to work out. My anxiety acts as aerobics.

Ottobre 19, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | , | Ancora nessun commento.

12 ottobre 2006

Ieri sera ci sono riuscita. Ce l’ho fatta.

Ho portato Fidanzato al cinema, cosa che ultimamente mi riesce solo una o due volte l’anno. E per quest’anno avevamo già dato.

Questa volta ho giocato un po’ d’anticipo. Sapendo dell’imminente uscita del “Pirata dei Carabi”, la puntata numero due del Pirata Johnny Depp, qualche settimana fa l’ho convinto a vedere la “Maledizione della prima luna” in prima TV sui Rai Uno. Non voleva, ma alla fine ha desistito e si è anche divertito.

Il suo problema non è non gli piace Johnny Depp o il film. Il suo problema è che a) non ama vedere film troppo lunghi, 2) non ama vedere film di cui non conosce già la fine, 3) non ama vedere film senza lieto fine, 4) non ama stare bloccato in un posto per troppo tempo. E ieri sera l’ho costretto a tutto questo: 1) il film dura 150 minuti (più 10 perché la pellicola aveva qualche problema ottico e la proiezione si è interrotta); 2) non conoscevamo la trama; 3) non ha un lieto fine ma è un preludio al nuovo sequel in lavorazione in questo periodo; 4) ha resistito. Io ho avuto qualche problema a stare seduta per così tanto. Ad un certo punto me ne sarei persino andata perché tutti quei personaggi, visivamente disgustosi, mi davano un “filino” di fastidio. Però c’era lui! Lui, Johnny Depp.

Confesso che non sono una fan della prim’ora, come si usa dire. Anzi, quando sentivo ragazze delirare davanti a lui mi sono sempre chiesta il perché.

Dopo aver visto “Chocolat” l’ho capito e ne è nata una tenera infatuazione.

Con la “Maledizione della prima luna” l’innamoramento è stato inevitabile.

Ieri sera era da delirio mentre si esibiva nell’inseguimento sulla spiaggia… un altro al posto suo farebbe dubitare del suo orientamento sessuale. Lui no. Riesce ad essere credibile e sexy anche mentre corre come una donnina inseguita da un topo.

Voto per il film: 6/7. Lungo, a tratti lento, a tratti vomitevole.

Voto per l’attore(*): 10+.

Fidanzato ha riso e (credo) mi abbia perdonata per averlo costretto a cedere. Anche perché i film che lo costringo a vedere gli sono sempre piaciuti e qualche volta, a malincuore, lo ha persino ammesso.

La prossima settimana c’è “Scoop” di e con Woody Allen: cercherò di battere il record di 2 film in 8 giorni. E’ difficile ma non impossibile.

(*) Johnny Depp, of course.

Ottobre 12, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | , | Ancora nessun commento.

11 ottobre 2006

Questo fine settimana ho deciso di allargare le mie conoscenze: mi sono presentata ad un nuovo centro commerciale.
Dubito che ce ne fosse effettivamente bisogno dal momento che in qualche centinaia di metri (in linea d’aria) si può scegliere tra almeno altri 2 (forse anche 3) centri commerciali, praticamente equivalenti.
Sabato pomeriggio, per ingannare il tempo – anche quello meteorologico – ho deciso di regalarmi questa nuova esperienza.
Tutto il processo è stato un’impresa. Già raggiungerlo non è stato facile come dirlo. Le indicazioni stradali arrivano solo fino ad un certo punto, oltre il quale mi sono affidata alla fortuna e ad una signora alquanto imbranata che circolava di fronte a me. Non so da quale dettaglio della sua guida soporifera, ma ho compreso quasi subito che eravamo dirette verso la stessa destinazione. Quindi mi sono lasciata trascinare dalla vocina dentro di me, e l’ho seguita. E meno male. Senza di lei avrei, onestamente, avuto qualche perplessità davanti alla rotonda, poco prima dell’ingresso. Nella mia vasta esperienza di centri commerciali, quello di sabato è il primo che vedo senza indicazioni stroboscobiche, lampeggianti, sulla sommità. Insomma, non c’è il nome sul tetto e neanche di fronte. O per lo meno, io non l’ho visto. Si trova in una zona deprimente, in mezzo al nulla (“in the middle of nowhere”, rende meglio l’idea). All’ingresso, un omino faceva delle segnalazioni per indirizzare i potenziali clienti verso il parcheggio più sgombro. A quel punto ho lasciato la signora e ho sfruttato la mia abilità nel trovare il posto auto più vicino all’ingresso. In questo sono “modestamente” maestra.
Dopo aver parcheggiato, un principio di panico si è impossessato di me. Mi sono sentita come un topo in gabbia.
Per essere sicura di recuperare l’auto, ho fotografato il parcheggio e il relativo numero e colore.
Ho preso una direzione (seguendo il flusso) e sono riuscita ad uscire dal parcheggio e ad entrare nel centro. Mi sono dovuta anche segnare da quale ingresso, perché una volta dentro ho scoperto che gli accessi sono identificati con i punti cardinali…
La maggioranza dei centri che ho visitato hanno una sola galleria (magari su più piani) con i negozi che si affacciano su entrambi i lati della galleria.
Questo è diverso. Si sviluppa su due piani (almeno così mi è parso di capire). Probabilmente visto dall’altro è una specie di cubo. All’interno ci sono numerosi corridoi con negozi ovunque: sui lati dei corridoi e negli incroci degli stessi. Il problema è che se non si conosce già a memoria l’ubicazione dei negozi, si finisce per percorrere sempre lo stesso corridoio. Cosa che evidentemente è capitata a me. Ho vagato per un paio d’ore, ma non sono certa di aver visto tutto.
Essendo così grande ha molti più negozi dei soliti centri. Però, per l’80%, è identico a tutti i centri commerciali d’Italia: le stesse marche, gli stessi arredamenti, gli stessi prodotti. Il restante 20% è un mix di bar, negozi etnici ed elettronica. Benché non avessi grandi aspettative, è stato un po’ deludente.
Forse, un giro in settimana può essere un filino più entusiasmante. Il sabato è decisamente da masochisti.
Tant’è che, ad un certo punto, il mal di testa e la necessità di uscire prima che facesse buio, mi hanno convinta ad andarmene. Chiaramente non ho comprato niente.
Ho sinceramente temuto, al momento di uscire, di a) non trovare l’uscita corretta, b) non trovare l’auto, c) non trovare l’uscita del parcheggio, d) non trovare la strada di casa (da qui l’urgenza di uscire con la luce del giorno). Per i punti a-b-c mi sono mossa con agilità e non ci ho messo molto.
Il punto d) era quello più impegnativo e quello che presentava un grado di difficoltà superiore. Non potendo rifare la strada dell’andata (per via di rotonde, precedenze, traffico e corsia sbagliata) mi sono diretta verso l’ignoto. Da tempo non bazzicavo da quelle parti e ho fatto una scoperta interessante: mi hanno cambiato le strade! E’ come se un gigante avesse preso i nastri d’asfalto e, usandoli come dei piccoli bastoncini, ci avesse giocato a Shangai. In incroci dove non c’era nulla sono comparsi i semafori. Dove c’erano semafori ora ci sono rotonde. Il paesaggio della zona è completamente mutato. Ho seguito l’istinto (e una macchina davanti a me), non mi sono lasciata prendere dal panico e in pochi minuti mi sono ritrovata (non so come) in una zona nota della mia città. Ho concluso così l’incontro (primo e forse anche ultimo) con quel centro commerciale.
Ho scritto questo post per chi, nei prossimi giorni, ha intenzione di “farsi un giro” per il Centro Commerciale “Il Vulcano” di Sesto San Giovanni.

Ottobre 11, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

27 settembre 2006

Ancora Barcellona.

Cosa mi è piaciuto di Barcellona?

Molto. Soprattutto le case. Come a Parigi. Parigi è bella un po’ tutta. Ma le case… le case sono uno spettacolo.

Delle città adoro guardare le case, soprattutto quelle simili a quelle del centro di Parigi.

Hanno tetti quasi verticali che celano affascinanti mansarde. Mansarde che non ho mai visitato, ma che immagino bellissime, eleganti, accoglienti… strepitose.

Il centro di Barcellona ha molte case simili a quelle viste a Parigi. Tetti a spiovente che nascondono mansarde.

   

Palazzo di Parigi                               Palazzo di Barcellona

Settembre 27, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

25 settembre 2006

La Liguria è una regione strana. Non ha mezze misure, meteorologicamente parlando.
Quando c’è il sole: si schiatta.
Quando c’è il vento: è la bora.
Quando c’è la pioggia: diluvia.
Oggi diluvia. Ma non un “diluvia così per dire”. Diluvia proprio. Viene giù a grandi secchiate. Da queste parti hanno persin allertato la protezione civile. Non è è un vero e proprio temporale. C’è stato solo qualche timido tuono. E’ solo acqua. Ma proprio tanta. Da ieri sera sera verso le 22:00 ci stà dando alla grandissima. In alcuni momenti è persin impressionante.
Io amo i temporali. Soprattutto quelli estivi. Quando il cielo si fa d’improvviso nero nero e le saette cominciano a “saettare” da una parte all’altra. Quando la corrente a tratti manca e la luce sobbalza. Quando si preparano le candele perchè “non si sa mai”. Quando ti viene da accoccolarti da qualche parte per gustarti i suoni della natura che si scatena. A volte diventa pericolosa e uccide. Ma è comunque meravigliosa. Quando ci si sveglia al mattino e piove, soprattutto quando piove così tanto, dovrebbe essere legale non andare a lavorare e restare a letto e godersi il temporale.

Settembre 25, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

21 settembre 2006

Oggi sono lontana e non potrò farlo personalmente.
Lo farò domani sera. Tra poco ti chiamo.
Spero che tu trascorra una giornata serena.

Buon Compleanno, mamma!

Settembre 21, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

21 settembre 2006

E anche questa vacanza è praticamente archiviata.
Siamo rientrati domenica sera. Come da programma.
La nave ha attraccato al porto di Genova in perfetto orario, alle 20:00.
Anche la vacanza è andata abbastanza bene.

Andiamo con ordine.

Siamo partiti dal porto di Genova con la nave Victory di GNV, venerdì 8 settembre alle 21:30.
Il viaggio è stato tranquillo e piacevole. Durando 18 ore abbiamo trascorso a bordo numerose ore. Il sabato mattina è passato, in parte, anche prendendo il sole sul ponte. Il mio primo sole di quest’anno! Al 9 di settembre!!!

Negli scorsi anni, io e Fidanzato, abbiamo scelto come meta delle nostre vacanze grandi città da visitare in lungo e in largo. Adoriamo inoltrarci per vie sconosciute, districarci tra cartine impossibili, fotografare case, palazzi e dettagli interessanti. Ci piace anche osservare gli abitanti del luogo e le loro abitudini. Dal momento che le grandi città hanno spesso luoghi di interesse disseminati su tutto il territorio, questo ci impone di affrontare grandi camminate che, nonostante i corpi non allenati, non ci devastano più di tanto. Anzi. Tant’è vero che compensiamo brillantemente con il cibo. Infatti, uno dei momenti che ci piace di più è la ricerca dei ristoranti tipici, per provare piatti e sapori locali. E guardando i nostri fisici, non propriamente tonici, tutto questo si capisce chiaramente.
Anche quest’anno, scegliendo Barcellona, erano queste le nostre intenzioni: camminare, osservare, fotografare, mangiare. Però, forse non siamo stati sufficientemente chiari quando, esponendo il nostro programma di viaggio, una coppia di amici ha deciso di unirsi a noi. Quando abbiamo detto loro che, nel caso di Parigi, il primo giorno avevamo scarpinato per quasi 8 chilometri forse non ci siamo spiegati a sufficienza. Lo scopo delle camminate in città sconosciute non è lo shopping, o anche solo il window-shopping, ma è quello di vedere e scoprire il più possibile nel breve tempo a disposizione.
Arrivando a Barcellona a metà pomeriggio, ci siamo buttati praticamente subito nelle plaze, nelle calle e nelle ramble della città. Il giorno successivo, la domenica, il programma è stato chiaramente più impegnativo. Già all’ora di pranzo imploravano pietà. Non ci volevo credere. Mossi a compassione ci siamo diretti all’acquario, per riposare un po’. Il lunedì e il martedì li abbiamo praticamente buttati perché, (su richiesta) per “prenderla un po’ più alla leggera” abbiamo camminato al passo del corteo semi-funebre. Mi ha preso un po’ la depressione.
Lo so che, appartenendo al genere femminile, dovrebbe essere normale “andare per vetrine”, ma penso anche che, avendo a disposizione solo una settimana, un giorno da dedicare alle compere avrebbe dovuto essere più che sufficiente. Evidentemente non tutte la pensano come me.
Un altro giorno si è mezzo buttato perché “vuoi andare a Barcellona e non andare allo stadio e al museo del Barca”??? Ma dico io, è più d’una vita che sono Juventina e non ho neanche il portachiavi della Juve, devo andare proprio al museo del Barcellona? Pare di si. Così si è fatto. Al museo e allo stadio, alla fine, non siamo entrati perché PER PRINCIPIO non regalo una dozzina di sudati euri ad una squadra di calcio che non sia la mia Juve. Ci siamo però allegramente intrattenuti nell’FCBOTIGA, il megastore della squadra. Dove alla fine m’è toccato lasciare qualche euro per un gadget ricordo (un cappellino per mio padre). Fidanzato ne ha comprati due uguali (uno per me e uno per lui) in velluto rosso e blu. Che bellini coi berrettini…
Sulla via del ritorno siamo stati sorpresi da un diluvio impressionante. Era una vita che non vedevo così tanta acqua tutta insieme!
Dimenticavo che il martedì sera la scheda della macchina digitale di Fidanzato ha dato forfait. Di sua spontanea volontà, la scheda ha deciso che una metà circa delle foto dovevano sparire dalla sua memoria. Gettando Fidanzato nel più profondo sconforto e nella prostrazione più nera. Proprio lui che, nell’ultimo anno, ha fatto della fotografia la sua unica ragione di vita.
Sorvolo su altri particolari non edificanti avvenuti nella settimana (non dovuti a me o a Fidanzato).

Il viaggio di ritorno è stato un po’ più movimentato. Verso le sei del mattino, mentre attraversavamo il golfo del Leone (o dei Leoni?) la nave ha ballato un bel po’ per via del mare agitato. La Xamamina e i Sea Band hanno evitato il peggio.

Messa così parrebbe una settimana pessima. In realtà, così pessima non è stata. Diciamo che non è andata come avevamo immaginato. Non abbiamo visto neanche la metà di ciò che volevamo. Ci siamo un po’ innervositi e tra noi abbiamo anche “bisticciato” un po’. Diciamo anche che io ci ho messo del mio perché, in fondo, lo incolpo per averli convinti ad unirsi a noi. Avevamo già avuto occasione di testarli qualche anno fa in occasione di una vacanza in Sardegna. Qualche sospetto avremmo dovuto averlo e qualche particolare in più avremmo dovuto ricordarcelo. Non lo abbiamo fatto e… ormai è andata!

La città ci è comunque piaciuta moltissimo. Sicuramente da rivedere, magari con più calma. Abbiamo scoperto che il catalano (la lingua parlata a Barcellona) non assomiglia molto allo spagnolo (il castigliano) ma sembra piuttosto un mix di milanese e parmense. Il cibo, poi, è quasi sempre buonissimo. E non è che io sono una buona forchetta. Anche gli altri 3 che sono un po’ “delicatini”, hanno apprezzato e mangiato.

Quelle postate sono solo una piccola parte delle foto che ho scattato (circa 580).
Poi ci sono quelle di Fidanzato (diverse centinaia).
E anche quelle dell’amica.

Settembre 21, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | , | Ancora nessun commento.

7 settembre 2006

Sabato si sposa una collega, la penultima arrivata, l’Ingegnera.
Da oggi è già a casa. Speriamo che lo stare tra le mura domestiche la tranquillizzi un po’, perchè gli ultimi 3 giorni è stata ingestibile. Totalmente esaurita. Poco fa le ho mandato un SMS. Stà impazzendo nella sistemazione dei posti tavola! E’ un ingegnere dentro, e quindi se tutte le attività non sono fatte secondo tutti i crismi indicati in procedura parte un claim a clienti e fornitori da PPPAURA!!!
Se sabato mattina io non fossi in mare alle prese con il Mistral, la Xamamina e i conati di vomito sarei certamente in Chiesa a vederla avanzare nel suo bellissimo abito con i fiori rosa.
Auguri, quasi Signora!

Relax!!!

Settembre 7, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

6 settembre 2006

Il minimarket dietro casa, aperto da poco, nell’intento di attirare clienti stà attuando una promozione interessante: con soli 8 euro di spesa ti regalano un piatto. Carino, quadrato, bianco, con un piccolo fiore (tulipano?) arancione. L’ho scoperto però troppo tardi. Tra pochi giorni termina. Per completare almeno un servizio da 6 persone, ho fatto 2 conti, ho reclutato il fidanzato e nei giorni preposti facciamo la spesa in 2 (senza dare nell’occhio). Così, se venerdì non siamo nel pallone per via della partenza, termino il mio servizio. Oggi però ho scoperto una cosa che mi ha mandato in crisi.
Sabato 10, per 15 miseri euri, regalano (?) un’insalatiera e il sabato dopo un piatto da portata!!!
E io non ci sono!!! Come farò?????
Quasi-quasi rinuncio a Barcellona per i miei due piatti mancanti…

Settembre 6, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.