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27 ottobre 2006

6 anni fa, tornando a casa dal lavoro, mi fermai davanti alle striscie pedonali per far pasare un pedone in attesa. Uno strordito, in auto dietro di me, pensò bene di distrarsi in quel momento e quindi tamponarmi. Risultato: ernia cervicale.
A quel punto della mia vita presi una grande decisione: a meno di rischio reale, i pedoni non avrebbero mai più avuto la precedenza su di me.

Ieri sera, allo stremo delle mie forze e capacità, sono uscita una decina di minuti prima del termine dell’orario regolare.
Arrivo a casa e ci trovo la mia padrona di casa con la nipote e i due piccoli bimbi di tre anni uno e 9 mesi l’altra.
Il maschietto, sotto la supervisione della zia, stava maneggiando il tosaerba elettrico.
Il praticello da tagliare è una striscia di terreno lunga e stretta. Il bimbo arrivava fino in fondo, la zia girava il tosaerba e lui felice ripartiva.
Ad un certo punto, quando stava per ripartire, mi abbasso per spostare il filo della corrente che intralciava il passaggio del tosaerba e rischiava di essere tosato anch’esso, con gravi ripercussioni per la salute del bimbetto.
Mi abbasso, raccolgo il filo, lo sposto e torno indietro di un passo, dimenticando che tra il prato e il sentierino c’è un dislivello di 7-8 cm.
Quindi inciampo e cado a terra, picchiando “sonoramente” il gluteo sinistro sul bel cotto rossiccio.
Mentre cado:
1) realizzo “… azz… sono un sacco di anni che non cado”
2) constato “… azz… che male il contraccolpo alla spalla”
3) noto “… azz… meno male che il gluteo non è secco e cado sul morbido”.
Tutto questo nello spazio di in un secondo, un secondo e mezzo.
Devastata saluto la compagnia (tranne il bimbo) e vado a rifugiarmi a casa mia per assorbire il dolore, addormentandomi all’istante e per ben 2 ore. Al risveglio, tutto questo sonno improvviso mi ha fatto temere anche una commozione cerebrale da contraccolpo…

Stamani, tutt’un dolore mi pervade. Nessun muscolo del corpo ne è rimasto indenne: gluteo, spalla, braccio, collo e quindi testa. Meno male che già da tempo ho prenotato, per lunedì mattina, una visita con l’osteopata. Spero che mi risistemi il corpo e anche l’animo ferito.

La sofferenza fisica mi ha fatto giungere ad un’altra drastica decisione: d’ora in poi, tranne che per i familiari e parenti stretti, MAI PIU’ BUONE AZIONI!!!

Ottobre 27, 2006 - Pubblicato da urlocontro | salute | | Ancora nessun commento.

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