Urlocontro’s Weblog

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31 luglio 2006

Diverse settimane fa abbiamo inviato una domanda alla Comunità di Sant’Egidio Onlus – Adozioni a distanza per adottare a distanza un bimbo/a bisognoso. Si tratta di un’adozione d’ufficio. Io e i miei 12 colleghi.
Da oggi siamo i genitori adottivi di un bimbo indonesiano scampato allo tsunami del dicembre 2004. Si chiama Sykur. Ha 8 anni. Ci hanno mandato anche la sua foto. Prossimamente gli manderemo una foto dei genitori adottivi (noi). Porello, chissà che spavento!

Luglio 31, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

31 luglio 2006

Oggi è stata durissima.
Sono arrivata al lavoro per le 8:30 (anche un po’ prima – strano).
Dalle 9 alle 10 c’era riunione d’ufficio. Cosa??? Di lunedì mattina??? L’ultimo giorno di luglio???
Ebbene si.
Finita la riunione (grazie al cielo anche un po’ prima del previsto) si apre il dramma: NON FUNZIONA INTERNET!!!
E come si fa? Ma allora ditelo!
Ha ricominciato a funzionare da 10 minuti!!!

Luglio 31, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

27 luglio 2006

Che bella sorpresa!
Dopo più di 6 anni oggi ho rivisto un ex-collega di Milano che ora lavora in Svizzera.
E’ sempre stato il più bello dell’azienda. Anche oggi, che ha 45 anni, fa la sua bella figura. In mezzo ai colleghi qui, poi, svetta decisamente. Mi ha fatto veramente piacere rivederlo. Lui è del genere “gattone consapevole”… Mi ha persino detto che si è fermato oggi apposta per rivedermi… Non è chiaramente vero, ma il mio ego ci crede. E ne esce rinfrancato. Lui sarà rimasto un po’ deluso: è rimasto con l’idea di me ferma a 6 anni fa e soprattutto a 15 chili fa. Ero tutto un altro vedere… bei tempi, quelli!!!
Il tempo passa per tutti, anche per lui che ora ha qualche ruga in più…

Luglio 27, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

27 luglio 2006

Ho un mal di testa colossale. Mi sembra di avere una morsa che stringe sulla fronte: LA CERVICALE BSTRD. Per il gran caldo mi sveglio regolarmente ogni mattina con collo e capelli bagnati fradici: alle mie vertebre non credo faccia molto bene.
Qui, in ufficio, non va certo meglio. A fronte di + 35° C all’esterno, qui dentro stiamo con 24° C fissi. Ben 11° C di differenza. Non è salutare. Il delta tra l’esterno è l’interno, dicono, non dovrebbe essere di più di 5-6 gradi. Non dico che il condizionatore debba essere tarato a 30° C, ma neanche a 24. Per evitare lo choc termico ho preferito non andare in mensa: mi faccio, perciò, portare qualcosa da una collega.
Ma come noto, questo è un
argomento che qui dentro non si può toccare. Del resto quando ci sono colleghi che preferiscono tacere e passare la giornata a starnutire, tossire e restare senza voce… che cosa si può fare.

Luglio 27, 2006 Pubblicato da urlocontro | salute | | Ancora nessun commento.

25 luglio 2006




… AZZ… Tra 5 mesi è Natale…


Luglio 25, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

Vitello tonnato della Gemma

Il vitello tonnato è un piatto tipicamente estivo. Ne esistono molte ricette e molte varianti. Il risultato finale dipende sia da dalla qualità della carne che dal tipo di salsa. Il magatello, secondo me, si sposa perfettamente con la salsina tonnata. Ho provato salse tra le più disparate. La più curiosa era maionese da vasetto con l’aggiunta di tonno. Infatti, la salsa tonnata è una specie di maionese con l’aggiunta di tonno, acciughe e capperi. In questa ricetta gli ingredienti ventono frullati tutti insieme e si amalgamano perfettamente. La crema è la componente che preferisco. Ne mangerei a tonnellate. E’ da urlo.

Nota 1: la ricetta prevede 20 g di capperi. Mia madre, per errore, da sempre mette nr. 20 capperi. Non so quanti grammi siano.
Nota 2: non ho la più pallida idea di chi sia Gemma. Il ricettario indica questo nome…
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VITELLO TONNATO DELLA GEMMA

700 g di magatello di vitello
2 uova
50 g di tonno
3 filetti d’acciuga
20 g di capperi
mezzo limone
mezzo bicchiere d’olio
un osso di manzo
una patata
due costole di sedano
una carota
una cipolla
sale
pepe
un mazzetto di erbe odorose

Cuocete lentamente il vitello per circa due ore in due litri d’acqua calda con il mazzetto di erbe odorose, la patata, la carota, il sedano, la cipolla e l’osso di manzo e una manciata di sale.
Appena cotto mettete il magatello a raffreddare, poi tagliatelo a fette e disponetelo sul piatto da portata. Nel frattempo mettete nel frullatore le uova, il tonno, i filetti d’acciuga, i capperi, sale, pepe; portate il frullatore sulla prima velocità e intanto versate l’olio lentamente finché vedrete gli ingredienti montati ed amalgamati. Prima di fermare il frullatore versatevi il succo di mezzo limone.
Ricoprite con questa salsa tonnata il vitello e servite in tavola con qualche cappero e qualche fettina di patate e di carota come guarnizione.

Luglio 24, 2006 Pubblicato da urlocontro | ricette | | Ancora nessun commento.

19 luglio 2006

Non ricordo che l’anno scorso facesse così caldo. Soprattutto di notte. Per la prima volta, da lunedì, dormo con le finestre aperte. In genere tengo chiuso tutto, sigillato, perchè una serie di animali non domestici si diverte ad entrarmi in casa e a terrorizzarmi a morte:
- ragni di ogni forma-colore-dimensione-razza,
- millepiedi-preistorici,
- gechi,
- scorpioncini,
- pipistrelli.
Rischiare la morte per uno spavento da animale non è quello che vorrei. Perciò di notte tengo sempre le finestre chiuse. Da lunedì sera no. Nella notte mi sono svegliata più volte completamente inzuppata di sudore (che schifo!) e nonostante la finestra aperta. Alle 5:30 ho dovuto accendere il ventilatore ai piedi del letto. Al mattino mi sono svegliata completamente stravolta e con la faccia un po’ gonfia. Ci ho pensato 2-secondi-2. Ho telefonato al mio fidanzato e gli ho detto di avvisare i miei colleghi che avrei preso ferie. Così ho fatto. Mi sono veramente riposata. Un caldo infernale: 31 gradi fissi con il ventilatore acceso e tapparelle abbassate. Nel pomeriggio ho deciso di mettere a frutto la giornata e mi sono data ai lavori domestici. Ho aspirato in ogni dove e ho lavato i pavimenti.
Nel fine settimana arriveranno i miei e si installeranno per 3/4 settimane ().
La casa dovrà essere quasi impeccabile. Quasi, con me, è d’obbligo. Mi resta solo da finire di stirare e cercare di mettere in ordine in ogni dove. E’ la parte che odio di più. Devo gettare un’infinità di giornali, bottiglie di plastica e di vetro. Archiviare documenti. Sistemare CD. Ho tutta una serie di bottigliette, barattoli, tubetti, scatoline di prodotti cosmetici/igienici del bagno a cui trovare una collocazione funzionale ed estetica. Non sarà facile. Bisognerebbe svuotare qualcosa. Gettare non è un verbo che mi appartiene. Mentre mio padre è un buttatore patologico (ne parlerò in un altro post) io sono una conservatrice (prima o poi tutto potrà tornare utile).
Certo, il mio fidanzato in queste operazioni non mi è di alcun aiuto. Anzi. Quando fa pulizia a casa sua e gli dispiace buttare qualcosa lo porta da me. Di nascosto, con l’inganno o sotto mentite spoglie.
La giornata ha avuto anche un risvolto economicamente negativo. Infatti ho causato un danno. Spostando l’asse per stirare, mi è scivolato a terra il ferro da stiro praticamente neonato. Aveva solo un anno di vita. E’ passato a miglior vita. Perciò il bucato che dovevo stirare durante i film(s) del pomeriggio è stato ignorato. I film(s) no. Oggi pomeriggio, dopo il lavoro, andrò a comprarne uno nuovo.
Nonostante quest’isolato episodio, la mia giornata a casa è stata decisamente proficua. Ieri sera ero proprio soddisfatta del risultato. Talmente soddisfatta che stamattina, al suono della sveglia, sono stata tentata di replicare. Però mi pareva brutto.

Luglio 19, 2006 Pubblicato da urlocontro | diario | | Ancora nessun commento.

Patatas a schiscionera

I miei padroni di casa hanno un orto miracoloso. Qualunque cosa decidano di seminare/piantare cresce rigogliosa. E io, spesso, ne traggo beneficio.
Alcuni giorni fa hanno raccolto delle bellissime patate. Le ho tenute lì in attesa di decidere come utilizzarle.
Un paio di sere fa mi sono ricordata di un libro di ricette, allegato a “La Repubblica”, che ho acquistato qualche mese fa. Si tratta di ricette per tutti i tipi di verdura, legumi e insalate.
Ho verificato di avere tutti gli ingredienti e ho deciso di provare questa ricetta sarda.
Io l’ho provata a dosi ridotte, per una persona.
Premetto che non sono una gran cuoca.
Premetto anche che adoro le patate preparate in ogni modo.
Comunque: il risultato è stato più che soddisfacente. Provatela. Buon Appetito!
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PATATAS A SCHISCIONERA

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di patate
1 testa d’aglio
1 dl di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaio di origano secco
1 ciuffo di prezzemolo
sale
pepe

Difficoltà: bassa
Preparazione: 15 minuti
Cottura: 25 minuti

Pelate le patate, lavatele, asciugatele e tagliatele a dadini. Mondate il prezzemolo, lavatelo, asciugatelo e tritatelo insieme all’aglio sbucciato.
Scaldate l’olio in una padella e fatevi appassire per qualche minuto il trito preparato, a fuoco basso.
Quando l’aglio sarà leggermente imbiondito, aggiungete al soffritto i dadini di patata e lasciateli insaporire per qualche istante.
Bagnate le patate con 1 dl d’acqua tiepida e spolverizzatele con un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe.
Cuocete il composto a fuoco piuttosto vivo, mescolando di tanto in tanto, per 20 minuti circa, finché le patate saranno ben cotte e dorate.
Spolverizzate la schiscionera con l’origano, trasferitela su un piatto da portata e servitela ben calda.

Schiscionera: nel dialetto sardo è la padella, perciò a schiscionera sono detti i piatti a base di pesce, carne o verdure che nella padella vengono preparati, in genere rosolandoli con olio, aglio e prezzemolo.

Luglio 18, 2006 Pubblicato da urlocontro | ricette | | Ancora nessun commento.

10 luglio 2006

E chi sono io per non scrivere l’ennesimo post sulla vittoria dell’Italia ai Mondiali di Calcio?
Quindi, eccomi qui, puntuale per il mio personale report sulla serata di ieri.
Avevamo deciso di fare le stesse cose fatte per la semifinale contro la Germania. Quindi abbiamo cenato da me con 2 pizze da asporto e poi… CALCIO.
Dopo il vantaggio iniziale di Zizou, ho seguito il protocollo già testato con successo: ho lavato i piatti. Come per la partita precedente, al termine del lavaggio c’è stato il nostro gol. Grazie Materazzi! (Se penso che quando ho saputo della sua convocazione ho pensato ad un errore madornale!)
Però poi non ho retto. Facevo avanti e indietro tra la tele e il balcone. Ero iper-agitata. E pensare che dopo il rigore dell’1-0 ho preso un bel 15 gocce di Lexotan per scongiurare l’infarto o l’ictus. Giunti ai rigori finali ho preso la via della camera e non ho visto niente. Sentivo le urla dei commentatori e dei vicini.
Al termine, chiaramente VITTORIOSI, Flavio, il mio fidanzato, mi ha detto “… è il nostro primo mondiale vinto insieme!“. Non è stato tenero? Solo oggi ho realizzato quello che mi ha detto ieri, e mentre ero in coda in mensa. Lo sono. Sono un po’ fulminata.

Avrei voluto andare a festeggiare in mezzo al casino. Sarebbe stato più divertente. Ricordo ancora la vittoria del 1982, in Spagna. Dopo la partita sono uscita con mio padre e siamo andati in piazza dove stavano confluendo tutti i tifosi. Il traffico era completamente bloccato. Ricordo il delirio collettivo. Ricordo le macchine con la gente fuori dai finestrini, l’autobus bloccato e l’autista che ha spento il motore. Ricordo la gioia generale. Ricordo il mio vestito rosa confetto. Ricordo che al ritorno dalla piazza, ci siamo seduti sotto casa con tutti i vicini a festeggiare. Ricordo una serata bellissima.

Ora ricorderò anche ieri sera. Meno delirante ma sempre sentita. Probabilmente il calcio è l’unico momento che ci fa sentire tutti uniti, “tutti italiani”. Senza barriere.
Se ne riparlerà ancora, nei prossimi giorni, nei prossimi anni. Ancora si parla dell’ ‘82. Da adesso, si parlerà per anni dell’ultimo rigore di Grosso, delle giocate di Cannavaro, del talento di Buffon (anche se non ha preso neanche un rigore). Ormai fa parte del ricordo comune. Ormai è storia.
Fra qualche anno, se saremo ancora qui ci chiederemo “ti ricordi quella magica sera?”.

Luglio 10, 2006 Pubblicato da urlocontro | generale | | Ancora nessun commento.

7 luglio 2006

Non ce la posso fare.
Ho sempre pensato che con l’avanzare dell’età fosse quasi inevitabile crescere e maturare mentalmente.
Ho scoperto che spesso non è così.
Inoltre, ho sempre creduto che le cose da bambini tipo “lo dico alla mamma”, “lo dico alla maestra” fossero limitate agli anni della scuola elementare o al massimo, ma dico massimo, ai primi anni delle medie.
Sbagliavo. Clamorosamente.
Se prima c’erano dei dubbi ora ci sono solo ed esclusivemente delle certezze.

Il dubbio avrebbe dovuto sorgerci già 4 o 5 anni fa.
Avremmo dovuto porci le seguenti DOMANDE:
Perchè ha assunto solo quasi neo laureati e lui aveva già superato i 40?
Perchè ha assunto solo ingegneri e lui invece no?
Perchè lui si è beccato il 7° livello pur non facendo una “cippa-lippa” e altri più meritevoli no?
Perchè quando in ufficio parliamo di qualcosa, dopo 10 minuti arriva il capo a parlare proprio di quella cosa?

La RISPOSTA è una sola:
In ufficio c’è la spia del capo.

Due giorni fa abbiamo avuto la “prova provata”. Dopo la riunione d’ufficio il capo è uscito. Abbiamo, come al solito, commentato (negativamente) quello che era appena stato detto. Tempo di sederci che la presunta spia era già uscita. L’abbiamo cercata ma era sparita. E con la spia era sparito anche il capo. Due minuti dopo ho deciso di andarmene a casa. Sono uscita e… li ho BECCATI. La spia e il capo stavano confabulando dietro la palazzina. Pare che lo abbiano fatto per più di 40 minuti. Da allora non fanno altro che bisbigliare ininterrottamente. Chissà la spia che cosa ha raccontato. Chissà come ci dipinge. Questa scoperta risponde alle domande qui sopra in maniera più che esauriente. Però, peccato. Ho l’ufficio pieno di gente che ha studiato anni e anni, si è laureata a pieni voti e poi non riesce a vedere niente di quello che accade 5 cm oltre la propria scrivania. Immagino che se domani io e il mio collega (autori di questa macabra scoperta) raccontassimo come stanno veramente le cose direbbero “nooooo! ma non è possibile! ma è così una brava personaaa! mi sa che vi sbagliate di grooosssooo!“. Prima di 2 giorni non ne ero certa al 100%. Oggi lo sono al 200%.
Se devo essere sincera, questa cosa mi fa veramente vomitare! Posso capire se ti stanno sulle balle i colleghi (dovessi fare io l’elenco di quelli che non reggo arriverei sicuramente a Capodanno) ma carognate di questo tipo ho sempre sperato di non vederne mai. Datemi un cestino che vomito! Bleah!!!

Luglio 7, 2006 Pubblicato da urlocontro | generale | | Ancora nessun commento.